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Corte di Cassazione 25 Luglio 2022

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza 6 luglio 2022, n. 21348.

Vendita case popolari: il vincolo del prezzo massimo di cessione sia degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (cd.

Corte di Cassazione 25 Luglio 2022

Corte di Cassazione, II sezione civile, ordinanza 27 giugno 2022, n. 20434.

Contratto preliminare: il promissario acquirente non può rifiutare la stipula del contratto definitivo se c’è assenso alla cancellazione dell’ipoteca.

Corte di Cassazione 25 Luglio 2022

Corte di Cassazione, I sezione civile, ordinanza 24 giugno 2022, n. 20546.

Recesso: ha diritto di recesso dalla SpA il socio che in assemblea non voti a favore della proposta di sopprimere dallo statuto una clausola di prelazione nel caso di trasferimento delle azioni in cui è suddiviso il capitale sociale.

Corte di Cassazione 25 Luglio 2022

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza 24 giugno 2022, n. 20494.

Separazione e divorzio: nell’ipotesi di una sentenza parziale di divorzio, a seguito della quale sia stato pronunciato lo stato libero dei coniugi, il processo può proseguire, su istanza dell’ex coniuge superstite con diritto all’assegno, nei confronti degli eredi per accertare la debenza dell’assegno dovuto sino al momento del decesso dell’obbligato.

Corte di Cassazione 25 Luglio 2022

Corte di Cassazione, II sezione civile, ordinanza 8 giugno 2022, n. 18550.

Azione di riduzione: nella controversia promossa dai legittimari che agiscono in riduzione e per l’accertamento di una donazione dissimulata, compiuta dal defunto in favore di un altro legittimario, istituito erede, la dichiarazione, contenuta nel testamento con la quale il testatore assume di aver donato un bene apparentemente venduto, deve essere assimilata ad una confessione stragiudiziale.

Corte di Cassazione 25 Luglio 2022

Corte di Cassazione, V sezione civile, sentenza 22 giugno 2022, n. 20077.

‘Prima casa’: se al momento del rogito il compratore chiede legittimamente l’agevolazione ‘prima casa’, l’applicazione dell’aliquota del 4% sulla fatture d’acconto è legittima, anche se non era stata chiesta nel contratto preliminare.

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