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Cons. Stato, Sentenza 3566 del 19 luglio 2017

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Consiglio di Stato - Sentenza n. 3566 del 19 luglio 2017

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Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Settembre 2017 08:46
 

Risoluzione Agenzia delle Entrate 113/E del 25 agosto 2017

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Risoluzione Agenzia delle Entrate n. 113/E del 25 agosto 2017

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Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Settembre 2017 08:45
 

Cass. Civ., Sez. III, Sentenza 18 agosto 2017, n. 20170

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Corte di Cassazione, III sezione civile, sentenza 18 agosto 2017, n. 20170

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Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Settembre 2017 08:41
 

Cass. Civ., Sez. I, Sentenza 3 agosto 2017, n. 19376

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Corte di Cassazione, I sezione civile, sentenza del 3 agosto 2017, n. 19376

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Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Settembre 2017 08:42
 

Cass. Civ., Ordinanza 24 agosto 2017, n. 20378

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Corte di Cassazione, ordinanza 24 agosto 2017, n. 20378

Fatti di causa

L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, nei confronti della S. srl in liquidazione (che non resiste), avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia-Romagna n. 1352/08/2015, depositata in data 24/06/2015, con la quale – in controversia concernente l’impugnazione di un avviso di accertamento, notificato nel 2008, ex art. 39 DPR 600/1973, per IRPEG, IRAP ed IVA dovute in relazione all’anno d’imposta 2003, a seguito di recupero a tassazione maggiori ricavi conseguenti alla vendita di alcuni immobili, – è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso della contribuente.

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Settembre 2017 08:39 Leggi tutto...
 


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Atti finalizzati alla riscossione di imposte: le novità del Notariato

 Lo studio n. 149-2012/C (relatore Marco Krogh)[1], rubricato “Atti simulati o fraudolenti finalizzati alla sottrazione di beni alla riscossione delle imposte”, interviene in materia di concorso nel reato di cui all’art. 11 d.lgs. n. 74/2000, dettando tutta una serie di spunti interessanti: nato a seguito dei recenti interventi giurisprudenziali in tema (cfr. Cass. penale n.ri 21013/2012; 19595/2011 e 36290/2011), affronta il problema della configurabilità del coinvolgimento del professionista nel reato di cui alla norma citata, chiarendo che la condotta antigiuridica non può essere ascritta al solo fatto che il notaio abbia ricevuto un atto simulato o fraudolento, in quanto la fattispecie normativa prevede espressamente che egli “sappia e voglia” concorrere nel delitto (art. 43 c.p.).

Nello studio vi è anche menzione del problema ‘fondo patrimoniale’, più volte chiamato in causa dalla stessa Cassazione per il reato di cui all’art. 11 richiamato: sotto accusa, in particolare, sembrerebbero la mancata enunciazione delle ragioni della costituzione del fondo e l’effetto segregativo che ne deriva in forza dell’art. 170 c.c.

Art. 11¹ D.lgs. 74/2000 (dopo il 31 maggio 2010)

E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamene o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila, si applica la reclusione da un anno a sei anni”.

 


[1] In pubblicazione sul prossimo numero della Gazzetta Notarile.