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Tribunale di Caltanissetta, Sentenza 20/1/2014

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Tribunale di Caltanissetta, Sentenza del 20 gennaio 2014

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Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Agosto 2014 16:30
 

CTR Lombardia, Sentenza 2750/13/2014

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Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, Sentenza 2750/13/2014

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Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Agosto 2014 16:28
 

Cass. Civ, Sentenza 04/07/2014, n. 15333

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CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 04 luglio 2014, n. 15333

Ritenuto in fatto

L'Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione, in unico motivo, nei confronti di Z.T. (che resiste con controricorso), avverso la sentenza della Commissione Tributaria di II Grado di Bolzano n. 3/03/2009, depositata in data 17/02/2009, con la quale, in una controversia concernente l'impugnazione di un avviso di accertamento avente ad oggetto il recupero a tassazione quale reddito diverso per l'anno 2000, ai sensi dell'art.81 comma 1° lett. l) del TUIR, della plusvalenza derivante dalla cessione del diritto di superficie su di un terreno agricolo di proprietà della Z., è stata riformata la decisione di primo grado, che aveva respinto il ricorso della contribuente.

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Agosto 2014 16:18 Leggi tutto...
 

Cass. Civ, Sentenza 24/07/2014, n. 16836

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CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 24 luglio 2014, n. 16836

Svolgimento del processo

D.C. proponeva opposizione avverso l’avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate di Roma aveva accertato una plusvalenza di 120.000,00 euro a fini Irpef e relative addizionali, connessa alla cessione nell’anno 2002 di una licenza di taxi del Comune di Roma. Contestava inoltre la tassabilità del corrispettivo percepito per la cessione , non essendo riconducibile ad alcuna delle categorie di reddito previste dalla legge e non potendo in particolare equipararsi la cessione della licenza ad una cessione di azienda commerciale suscettibile di generare plusvalenza imponibile: l’attività non era invero qualificabile come esercizio d’impresa ma come lavoro dipendente, atteso che la licenza , seppure di sua proprietà era gestita dalla cooperativa, che raccoglieva gli incassi e provvedeva alla loro distribuzione tra i soci.

Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Agosto 2014 16:20 Leggi tutto...
 

Corte Appello Venezia Sez. III Civ., Decreto 16/6/2014

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CORTE DI APPELLO DI VENEZIA - III Sezione Civile, Decreto del 16 giugno 2014

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Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Agosto 2014 16:16
 


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Atti finalizzati alla riscossione di imposte: le novità del Notariato

 Lo studio n. 149-2012/C (relatore Marco Krogh)[1], rubricato “Atti simulati o fraudolenti finalizzati alla sottrazione di beni alla riscossione delle imposte”, interviene in materia di concorso nel reato di cui all’art. 11 d.lgs. n. 74/2000, dettando tutta una serie di spunti interessanti: nato a seguito dei recenti interventi giurisprudenziali in tema (cfr. Cass. penale n.ri 21013/2012; 19595/2011 e 36290/2011), affronta il problema della configurabilità del coinvolgimento del professionista nel reato di cui alla norma citata, chiarendo che la condotta antigiuridica non può essere ascritta al solo fatto che il notaio abbia ricevuto un atto simulato o fraudolento, in quanto la fattispecie normativa prevede espressamente che egli “sappia e voglia” concorrere nel delitto (art. 43 c.p.).

Nello studio vi è anche menzione del problema ‘fondo patrimoniale’, più volte chiamato in causa dalla stessa Cassazione per il reato di cui all’art. 11 richiamato: sotto accusa, in particolare, sembrerebbero la mancata enunciazione delle ragioni della costituzione del fondo e l’effetto segregativo che ne deriva in forza dell’art. 170 c.c.

Art. 11¹ D.lgs. 74/2000 (dopo il 31 maggio 2010)

E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamene o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila, si applica la reclusione da un anno a sei anni”.

 


[1] In pubblicazione sul prossimo numero della Gazzetta Notarile.