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STUDIO CNN 30-2018/E

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STUDIO CNN 30-2018/E

Consiglio Nazionale del Notariato

L’”ACQUISTO” IN VENDITA FORZATA DELL’IMMOBILE DA PARTE DEL “TERZO PROPRIETARIO” (ART.602 C.P.C.)

di Annalisa Lorenzetto Peserico (Approvato dal Gruppo di Studi sulle Esecuzioni Immobiliari e Attività Delegate il 4/03/2019)

 

Abstract

Lo studio affronta il problema di verificare se, nel caso di un’espropriazione contro il terzo proprietario, quando a rendersi acquirente del bene pignorato sia lo stesso soggetto che ne è già titolare, si debba comunque pronunciare a suo favore il decreto di trasferimento di cui all’art.586 c.p.c.; e, in caso di risposta positiva, se questo decreto debba anche essere trascritto a suo favore. Considerando che al decreto di trasferimento non si ricollega solo l’effetto traslativo sul piano sostanziale (che qui mancherebbe), ma anche imprescindibili effetti sul piano processuale, si ammette in generale la pronuncia di questo provvedimento; e si trova una conferma testuale del risultato raggiunto nell’art.2896 c.c. Si conclude infine nel senso che il decreto (pronunciato a favore e contro lo stesso soggetto) debba essere annotato e non trascritto; e questo non solo nel caso espressamente regolato agli artt.2896  e 2643 n.6 cod.civ., bensì in ogni ipotesi di “acquisto” da parte del terzo proprietario. Annotazione che andrà fatta sempre a margine dell’atto con cui il terzo ebbe ad acquistare il bene poi aggredito con l’espropriazione contro il terzo proprietario. Ciò comporta, da un punto di vista pratico, che, quando ad acquistare sia il terzo già proprietario, il professionista delegato, nel compimento delle attività indicate dall’art.591-bis cod.proc.civ. n.11, dovrà provvedere non “alle formalità di … trascrizione ... del decreto di trasferimento”, bensì all’annotazione. E il conservatore dei registri immobiliari, quando gli sia richiesta l’annotazione di cancellazione della trascrizione del pignoramento (e anche l’annotazione di cancellazione dell’iscrizione ipotecaria nei casi in cui ci sia un’iscrizione ipotecaria da cancellare), dovrà verificare che la copia del decreto di trasferimento con l’indicazione della mancata proposizione dell’opposizione ex art.617 cod.proc.civ. - copia che costituisce titolo per queste ulteriori annotazioni (di cancellazione) - nel far constare l’inutile decorso dei venti giorni senza proposizione dell’opposizione agli atti avverso il decreto stesso, faccia riferimento alla data di annotazione del decreto (e non, come avviene in generale, a quella della sua trascrizione).

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Aprile 2019 08:36 Leggi tutto...
 

Risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 81-2019

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Risposta n. 81/2019 dell’Agenzia delle Entrate

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Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Aprile 2019 08:31
 

Cass. Civ., Sez. Un., sentenza 22 marzo 2019, n. 8230

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Corte di Cassazione, Sezioni unite civili, sentenza 22 marzo 2019, n. 8230

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Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Aprile 2019 08:27
 

Cass. Civ., Sez. V, ordinanza 26 febbraio 2019, n. 5566

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Corte di Cassazione, V sezione civile, ordinanza 26 febbraio 2019, n. 5566

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Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Aprile 2019 08:28
 

Cass. Civ., VI sezione civile, ordinanza 26 marzo 2019, n. 8409

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Corte di Cassazione, VI sezione civile, ordinanza 26 marzo 2019, n. 8409

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Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Aprile 2019 08:25
 


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Nella Gazzetta ufficiale del 10 agosto 2015 è stato pubblicato il d.D.G.Finanze 4 agosto 2015, che contiene le regole tecniche per l’avvio del processo tributario telematico, e rappresenta la prima attuazione dell’art. 3, comma 3, del d.m. MEF 23 dicembre 2013 n. 163, “Regolamento recante la disciplina dell'uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111” (G.U. n. 37 del 14 febbraio 2014).
Il decreto prevede l’avvio operativo dal 1° dicembre 2015 presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali di Toscana ed Umbria.
Le parti devono notificare il ricorso all’ente impositore competente tramite posta elettronica certificata; successivamente, possono depositare telematicamente i loro atti processuali mediante l’utilizzo del Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T), che richiede pertanto il possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) e di una firma digitale valida.
La costituzione telematica consente alle parti processuali di effettuare vari adempimenti, come il deposito telematico dei ricorsi e degli altri atti processuali presso le Commissioni tributarie, accedere al fascicolo processuale informatico del processo, o consultare atti e provvedimenti emanati dal giudice.