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Cass. Civ., Sez. Trib., sentenza 13 febbraio 2015, n. 2935

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Cassazione Civile, Sezione Tributaria, sentenza n. 2935 del 13 febbraio 2015

Fatto

Con sentenza n. 606/37/2003 depositata in data 3 febbraio 2004 la Commissione Tributaria Provinciale di Roma - in parziale accoglimento del ricorso proposto da S.T. S.r.l - dichiarava la quasi totale illegittimità dell'avviso di accertamento n. X IRAP IVA IRPEG 1998 emesso dalla territoriale Agenzia delle Entrate col quale venivano recuperate a tassazione ai fini IRPEG IRAP costi ritenuti indeducibili per lire 2.704.999.000 relativi a fatture spiccate da Coop. N.C. per operazioni ritenute inesistenti, oltreché per lire 3.529.000 per spese di rappresentanza non inerenti, oltreché per lire 3.914.000 per spese di riparazione non inerenti, oltreché lire 302.000 per spese di bollo non inerenti, oltreché per lire 18.800.000 per spese di assicurazione del personale non inerenti, oltreché per lire 5.986.000 per spese di assicurazione automezzi non inerenti, oltreché per lire 10.240.000 per canoni leasing non inerenti, oltreché lire 5.022.000 per quote di ammortamento non inerenti ed altresì ricavi non dichiarati per lire 112.843.000; mentre, ai fini IVA venivano recuperate a tassazione lire 540.999.000 per operazioni inesistenti, oltreché lire 5.126.000 per spese di rappresentanza indeducibili e da ultime lire 22.546.000 per maggiori ricavi.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Febbraio 2015 15:18 Leggi tutto...
 

Cass. Civ., Sez. I, sentenza 14 gennaio 2015, n. 496

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Cassazione Civile, Sezione I, sentenza n. 496 del 14 gennaio 2015

Ragioni di fatto e di diritto della decisione

1. Con sentenza 16 marzo 2010 il Tribunale di Aosta ha dichiarato il fallimento della s.n.c. Eurotravel di B.P.A. & C. e di B.P.A. in qualità di socio illimitatamente responsabile. Nel corso della procedura per la dichiarazione di fallimento, iniziata a seguito di istanza 3.9.2009 del PM a cui si era poi aggiunta l'istanza 3.12.2009 della società creditrice GE.CO s.r.l., era stata eccepita l'inammissibilità di questo ricorso da parte della E.T. Holding s.n.c. e, che, costituendosi, aveva posto a fondamento dell'eccezione la propria ammissione alla procedura di concordato preventivo.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Febbraio 2015 15:16 Leggi tutto...
 

CTR Lombardia, Sentenza 18 dicembre 2014, n. 6975

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CTR Lombardia, sentenza 18 dicembre 2014, n. 6975

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Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Febbraio 2015 14:29
 

Cass. Civ., Sez. Unite, sentenza 6 febbraio 2015, n. 2243

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Cassazione Civile, Sezioni Unite, sentenza n. 2243 del 6 febbraio 2015

Presidente Rovelli – Relatore Rordorf

Esposizione del fatto

Il 21 novembre 2011 il Tribunale di Roma, avendo ravvisato l’esistenza di una società di fatto costituita dai sigg.ri L.G., C.D.V.G. , Ra.Ra. e T.R. al fine di raccolta e gestione del risparmio, ne accertò l’insolvenza e ne dichiarò il fallimento, esteso personalmente anche ai suindicati soci. Con la medesima sentenza fu altresì dichiarato il fallimento di tre ulteriori società, due delle quali denominate E.I.M. European Investments Management Limited, l’una con sede legale in Gran Bretagna e l’altra in Irlanda, e la terza denominata E.I.M. European Investments Management Inc., pure con sede legale in Gran Bretagna (società cui ci si riferirà d’ora innanzi cumulativamente col nome di E.I.M.), per il tramite della quali si era svolta l’attività della predetta società di fatto.

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Febbraio 2015 13:45 Leggi tutto...
 

Cass. Civ., sez. II, sentenza 29 gennaio 2015, n. 1680

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Cassazione Civile, Sezione II, sentenza n. 1680 del 29 gennaio 2015

...omissis...

Svolgimento del processo

Con citazione notificata il 30.7 e l'1.8.1998 xxxxxesponeva di aver preso in locazione in tempi diversi dai sxxxxxxxri C., per esercitarvi l'attività di ottico, un locale sito al piano terraxxxxxxx, piano terra distinto dal numero civico 206, e un altro vano ad uso ufficio posto al piano ammezzato del medesimo edificio. Precisava che l'uno e l'altro vano erano stati collegati fra loro dai proprietari mediante una scala interna in legno, affinchè i clienti del F. non utilizzassero la scala condominiale per accedere al vano superiore dell'esercizio commerciale. Deduceva, quindi, che successivamente, con contratto del 15.3.1993, i C. gli avevano venduto detti locati, con l'apposita clausola che il vano posto al piano ammezzato non avrebbe avuto accesso dalla xxxxxx Con atto dell'8.4.1993 gli stessi Cxxxx. avevano poi alienato alla Pluraxxxxxxxxxx tre vani ad uso ufficio al medesimo piano ammezzato del ridetto fabbricato condominiale, confinanti con quello di sua proprietà, aventi accesso dal corridoio collegato alla scala condominiale cui si accedeva dalla ridetta via pubblica. In tale atto i venditori avevano precisato, con altra clausola, di aver murato l'apertura che in precedenza consentiva l'accesso all'ufficio di proprietàxxxx tramite il corridoio anzi detto.

Ultimo aggiornamento Venerdì 06 Febbraio 2015 14:33 Leggi tutto...
 


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 Fonte IL SOLE 24 ORE 18 aprile 2011