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Cass. Civ, Sez. V, Sentenza 15/10/2014, n. 21770

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Corte di Cassazione, V Sezione Civile, sentenza 15 Ottobre 2014, n. 21770

 

Svolgimento del processo

 

I signori G.P. e G.B., ristoratori, contraevano il 20.6.2001 con la "BCCV nei Comuni di Rimini e Verucchio" un mutuo di lire 250.000.000 (€ 129.114,229) garantito da ipoteca sull’immobile ad uso ristorante di loro proprietà sito in Rimini, compiutamente descritto in atti.

Successivamente, con atto del 20.2.2003 autenticato dal notaio S.D.M. in Rimini e registrato il 3.3.2003, i medesimi signori P  . B. costituivano tra loro una società in nome collettivo denominata "I.P. S.n.c. di P.G. & C." con sede in Rimini, con capitale sociale di € 967.456,77, sottoscritto dal P. per € 719.694,92 mediante conferimento dell’intera proprietà dell’azienda ristorante denominato" D.G. ", sulla cui situazione patrimoniale gravava la passività rinveniente dalla quota sottoscritta del mutuo ipotecario, e della quota di 3/4 del fabbricato, e per la residua quota per € 247.761,85 da parte della sig.ra B. mediante il conferimento della quota di 1/4 del fabbricato e della piena proprietà di terreno agricolo del valore di € 15.493,71, precisandosi in atto che il conferimento della B. avveniva al netto della quota di 3/4 della passività bancaria sull’immobile adibito a ristorante.

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Ottobre 2014 15:38 Leggi tutto...
 

Cass. Civ, Sez. III, Sentenza 26/08/2014, n. 18244

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Corte di Cassazione, III Sezione Civile, sentenza 26 agosto 2014, n. 18244

Pres. Salmè – est. Amendola

Motivi della decisione

1 I ricorsi hinc et inde proposti avverso la stessa sentenza, sono stati riuniti ex art. 335 cod. proc. civ..

Il ricorso principale di C.L..

1.1 Con il primo motivo l'impugnante lamenta mancanza e insufficienza della motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.

Le critiche si appuntano contro l'affermazione del giudice di merito secondo cui conseguenza diretta e immediata dell'inadempimento del notaio era il solo pagamento del prezzo, considerato che proprio il C. aveva affermato che, se fosse stato reso edotto della esistenza di iscrizioni pregiudizievoli, non avrebbe sottoscritto il contratto definitivo.

Il decidente aveva così completamente ignorato le deduzioni dell'istante volte a rappresentare che, se egli avesse conosciuto quella circostanza, avrebbe insistito nel giudizio di esecuzione specifica dell'obbligo di contrarre, ottenendo una sentenza costitutiva del suo diritto e giovandosi dell'effetto prenotativo della trascrizione della citazione, laddove l'accertata cessazione della materia del contendere e la conseguente cancellazione della trascrizione della domanda, avevano determinato la priorità delle ipoteche iscritte il 18 e il 20 maggio 1995, rispetto alla compravendita trascritta il 26 maggio successivo.

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Ottobre 2014 13:21 Leggi tutto...
 

Cass. Civ, Sez. II, Sentenza 15/09/2014, n. 19423

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Corte di Cassazione, II Sezione Civile, sentenza 15 settembre 2014, n. 19423

Pres. Bursese – est. Proto

Motivi della decisione

1. Con il primo motivo il ricorrente deduce il vizio di motivazione e la violazione e falsa applicazione degli artt. 99, 100, 112, 342 c.p.c. e 1140, 1168 e 1170 c.c. sostenendo che la S. , in quanto convivente more uxorio, non sarebbe stata legittimata ad agire con l'azione possessoria nei suoi confronti perché egli era erede del proprietario convivente che la ospitava e, comunque, compossessore, essendo succeduto nel possesso; aggiunge che la S. avrebbe avuto altrove la propria residenza.

Il ricorrente, formulando i quesiti di diritto ai sensi dell'art. 366 bis c.p.c. ora abrogato, ma applicabile ratione temporis, chiede:

- se il convivente more uxorio sia o meno legittimato all'azione possessoria;

- se tale azione possa essere esercitata nei confronti dell'altro convivente ospitante e nei confronti degli eredi di costui.

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Ottobre 2014 13:22 Leggi tutto...
 

Cass. Civ, Sez. IV, Sentenza 2/09/2014, n. 18541

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Corte di Cassazione, IV Sezione Civile, sentenza 2 settembre 2014, n. 18541

Pres. - est. Pettiti

Motivi della decisione

1. Con il primo motivo la ricorrente censura, ex art. 360, n. 3, cod. proc. civ., la violazione e falsa applicazione degli artt. 2697, 2727 e 2729 cod. civ., dell'art. 2730 cod. civ. e degli artt. 769 e 809 cod. civ., nonché l'insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio, ex art. 360, n. 5, cod. proc. civ..

La ricorrente ritiene non provati i fatti che costituiscono il presupposto per qualificare il negozio in questione come donazione indiretta, e in particolare il fatto che la somma impiegata per l'acquisto dell'immobile fosse di provenienza dei propri genitori perché ella era all'epoca ancora minorenne. Invero, il giudice d'appello avrebbe nel caso di specie violato il divieto di presunzione di secondo grado, avendo fatto riferimento ad un fatto presunto (la provenienza della somma da un patrimonio altrui) per far operare un'altra presunzione (la provenienza della somma da patrimonio dei genitori, in ragione del 'rapporto di parentela').

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Ottobre 2014 13:21 Leggi tutto...
 

Cass. Civ, Sez. Un. Civ., Sentenza 18/09/2014, n. 19667

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Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili, sentenza 18 settembre 2014, n. 19667

Clicca qui per scaricare la sentenza in pdf

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Ottobre 2014 13:14
 


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Nella Gazzetta ufficiale del 10 agosto 2015 è stato pubblicato il d.D.G.Finanze 4 agosto 2015, che contiene le regole tecniche per l’avvio del processo tributario telematico, e rappresenta la prima attuazione dell’art. 3, comma 3, del d.m. MEF 23 dicembre 2013 n. 163, “Regolamento recante la disciplina dell'uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111” (G.U. n. 37 del 14 febbraio 2014).
Il decreto prevede l’avvio operativo dal 1° dicembre 2015 presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali di Toscana ed Umbria.
Le parti devono notificare il ricorso all’ente impositore competente tramite posta elettronica certificata; successivamente, possono depositare telematicamente i loro atti processuali mediante l’utilizzo del Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T), che richiede pertanto il possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) e di una firma digitale valida.
La costituzione telematica consente alle parti processuali di effettuare vari adempimenti, come il deposito telematico dei ricorsi e degli altri atti processuali presso le Commissioni tributarie, accedere al fascicolo processuale informatico del processo, o consultare atti e provvedimenti emanati dal giudice.