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Risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 125 del 21 dicembre 2018

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risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 125 del 21 dicembre 2018

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Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Gennaio 2019 15:45
 

Risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 128 del 27 dicembre 2018

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Gennaio 2019 13:08
 

Cass. Civ., Sez. V, ordinanza 17 gennaio 2019, n. 1131

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Corte di Cassazione, V sezione civile, ordinanza 17 gennaio 2019, n. 1131

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Risposta dell’Agenzia delle Entrate n. 123 del 21 dicembre 2018

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Gennaio 2019 13:07
 

Cass. Civ., Sez. V ordinanza 15 gennaio 2019, n. 734

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Corte di Cassazione, V sezione civile, ordinanza 15 gennaio 2019, n. 734

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Atti finalizzati alla riscossione di imposte: le novità del Notariato

 Lo studio n. 149-2012/C (relatore Marco Krogh)[1], rubricato “Atti simulati o fraudolenti finalizzati alla sottrazione di beni alla riscossione delle imposte”, interviene in materia di concorso nel reato di cui all’art. 11 d.lgs. n. 74/2000, dettando tutta una serie di spunti interessanti: nato a seguito dei recenti interventi giurisprudenziali in tema (cfr. Cass. penale n.ri 21013/2012; 19595/2011 e 36290/2011), affronta il problema della configurabilità del coinvolgimento del professionista nel reato di cui alla norma citata, chiarendo che la condotta antigiuridica non può essere ascritta al solo fatto che il notaio abbia ricevuto un atto simulato o fraudolento, in quanto la fattispecie normativa prevede espressamente che egli “sappia e voglia” concorrere nel delitto (art. 43 c.p.).

Nello studio vi è anche menzione del problema ‘fondo patrimoniale’, più volte chiamato in causa dalla stessa Cassazione per il reato di cui all’art. 11 richiamato: sotto accusa, in particolare, sembrerebbero la mancata enunciazione delle ragioni della costituzione del fondo e l’effetto segregativo che ne deriva in forza dell’art. 170 c.c.

Art. 11¹ D.lgs. 74/2000 (dopo il 31 maggio 2010)

E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamene o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila, si applica la reclusione da un anno a sei anni”.

 


[1] In pubblicazione sul prossimo numero della Gazzetta Notarile.