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Cass. Civ., VI sez. civ, ordinanza 2 ottobre 2017, n. 23029

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Corte di Cassazione, VI sezione civile, ordinanza del 2 ottobre 2017, n. 23029

ORDINANZA sul ricorso 7882-2016 proposto da: A.O., Z.R., - ricorrenti -

contro

AGENZIA DELLE ENTRATE, C.F. (OMISSIS), in persona del Direttore pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DEI PORTOGHESI 12, presso l'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO, che la rappresenta e difende ope legis;

- resistente -

e contro

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Novembre 2017 09:06 Leggi tutto...
 

Cass. Civ., III sez. civ, ordinanza 28 settembre 2017, n. 22647

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Corte di Cassazione, III sezione civile, ordinanza del 28 settembre 2017, n. 22647

RITENUTO IN FATTO

La motivazione del presente provvedimento puo’ essere redatta in forma semplificata.

(OMISSIS), nella qualita’ di locatrice, otteneva l’emissione di un decreto ingiuntivo nei confronti della (OMISSIS), co-conduttrice dell’immobile, per il pagamento di alcuni canoni di locazione richiesti a seguito del recesso senza preavviso di quest’ultima.

Il Tribunale di Napoli accoglieva l’opposizione proposta dalla (OMISSIS), la quale aveva dedotto di aver preavvisato oralmente la (OMISSIS) della sua intenzione di recedere il contratto e che, d’accordo con la stessa, aveva anche individuato il nominativo di un’altra persona che avrebbe preso il suo posto.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Novembre 2017 09:04 Leggi tutto...
 

Cass. Civ., I sez. civ, sentenza 27 settembre 2017, n. 22594

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Corte di Cassazione, I sezione civile, sentenza del 27 settembre 2017, n. 22594

Svolgimento del processo

Con atto di citazione ritualmente notificato, R.F. conveniva in giudizio D.M.M. , ex coniuge, perché si dichiarasse che era simulato un atto pubblico di compravendita, nella parte in cui si indicava, quale acquirente di immobile (rogito notaio C. , (omissis)), la D.M.; che il prezzo di acquisto era stato pagato da esso R. con i proventi della propria attività imprenditoriale; che l’immobile era di sua proprietà esclusiva; in via subordinata, chiedeva che questo fosse dichiarato di proprietà di entrambi i coniugi, in quanto parte della comunione de residuo al momento della separazione personale tra essi. Affermava l’attore che la D.M. aveva precisato al notaio rogante di trovarsi in regime di comunione legale.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Novembre 2017 08:59 Leggi tutto...
 

Cass. Civ., I sez. civ, sentenza 28 settembre 2017, n. 22602

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Corte di Cassazione, I sezione civile, sentenza del 28 settembre 2017, n. 22602

sul ricorso 9559/2017 proposto da:

(OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), rappresentato e difeso dall’avvocato (OMISSIS), (OMISSIS), giusta procura a margine del ricorso;

– ricorrente –

contro

(OMISSIS), Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte di Appello Civile di Milano – Sezione Famiglia;

– intimati –

avverso il decreto della CORTE D’APPELLO di MILANO, depositata il 13/02/2017;

udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 14/07/2017 dal cons. GENOVESE FRANCESCO ANTONIO;

udito il P.M., in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. ZENO Immacolata, che ha concluso per l’accoglimento per quanto di ragione;

udito, per il ricorrente, l’Avvocato (OMISSIS) che ha chiesto l’accoglimento del ricorso.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Novembre 2017 09:01 Leggi tutto...
 

Cass. Civ., II sez., sentenza 11 settembre 2017, n. 21050

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Corte di Cassazione, II sezione civile, sentenza 11 settembre 2017, n. 21050

Ragioni della decisione

1. Il ricorso è infondato.

1.2. Con il primo motivo è denunciata violazione degli artt. 8, ultimo comma, della legge n. 590 del 1965, 1103, 1353. 1357 cod. civ., e si contesta che la Corte d’appello aveva ritenuto ostativa all’esercizio del diritto di prelazione l’esistenza della comunione incidentale sulla base di un’erronea ricognizione delle norme che disciplinano, in generale, la prelazione ed i negozi condizionati, ed in particolare la prelazione agraria spettante del coerede, che sia anche coltivatore diretto, dell’alienante di un fondo rustico considerato nella sua individualità. Il ricorrente evidenzia, con ampi richiami alla giurisprudenza di questa Corte suprema (tra le altre, Cass. 24/02/2010, n. 4497; 27/07/2001, n. 10218) che, nel perdurare della comunione ereditaria, il coerede ha facoltà di cedere sia l’intera quota ereditaria (o una frazione aritmetica della stessa), sia i diritti che gli spettano su singoli beni facenti parte dell’asse, e che, mentre nel primo caso opera a favore del coerede del venditore l’istituto del retratto successorio, previsto dall’art. 732 cod. civ., nel secondo caso in cui il negozio di cessione è condizionato sospensivamente, quanto all’effetto traslativo, all’assegnazione effettiva del bene all’alienante - se la cessione pro quota ha ad oggetto un fondo rustico, non si frappongono ostacoli all’esercizio del diritto di prelazione da parte del coerede coltivatore diretto, ai sensi dell’art. 8, ultimo comma, legge n. 590 del 1965.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Novembre 2017 08:45 Leggi tutto...
 


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Fonti ITALIA OGGI e SOLE 24 ORE 19 aprile 2011