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L’incapacità di testare deve essere dimostrata clinicamente

È quanto ha stabilito il Tribunale di Cassino, con la sentenza n.ro 810/2010. “La presunzione di capacità – si legge, infatti, nelle motivazioni - può essere evinta solo da un vero e proprio squilibrio mentale, anche temporaneo,

 tale da offuscare la coscienza e i freni inibitori (Cass. 4463/1978), in modo da impedire od ostacolare una seria valutazione dei propri atti (Cass. 332/1987)”. Ai fini dell’accertamento della effettiva sussistenza dell’incapacità di intendere e volere, come motivo di invalidità del testamento, dunque, è necessaria una perizia basata su documenti sanitari inoppugnabili, temporalmente vicini o contestuali all’atto. Tutto ciò si traduce sul relativo onere della prova dal momento che chi vorrà impugnare una scheda testamentaria, dovrà dimostrare l’incapacità del testatore al momento della redazione; viceversa, laddove lo stesso antecessor sia affetto da incapacità totale o permanente, sarà compito di chi vuol far valere la disposizione testamentaria dimostrare che il negozio fu redatto in un momento di lucido intervallo.

 

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Notizie flash

Conservatorie: l’invio degli atti è telematico

 

A partire dal 29 settembre, anche gli uffici provinciali di Torino, Milano, Roma e Napoli vedranno la trasmissione telematica degli atti notarili. È quanto previsto nel provvedimento interdirigenziale, firmato dal Direttore Generale della giustizia civile del Dipartimento per gli affari di giustizia del ministero competente, Maria Teresa Saragnano e dal Direttore dell’Agenzia del Territorio, Gabriella Alemanno.

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