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Procedimenti: il notaio contesta in appello

 

Corte di Appello per il pubblico ufficiale che abbia subito un procedimento disciplinare: è quanto previsto nel nuovo processo civile.

In dettaglio:

-             per i procedimenti disciplinari veri e propri, l’impugnazione potrà essere presentata alla competente Corte d’Appello del distretto dove ha sede la Commissione che li ha emessi: termine di presentazione, a pena di inammissibilità, del ricorso è di 30 giorni dalla notifica della decisione ovvero sei mesi dal suo deposito, ove non vi fosse stata comunicazione;

-             per i provvedimenti cautelari, invece, il reclamo dovrà essere presentato alla Corte d’Appello nel cui distretto è ubicata la Commissione più vicina ed il ricorso proposto entro 10 giorni dalla notifica del provvedimento.

 

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Notizie flash

Atti finalizzati alla riscossione di imposte: le novità del Notariato

 Lo studio n. 149-2012/C (relatore Marco Krogh)[1], rubricato “Atti simulati o fraudolenti finalizzati alla sottrazione di beni alla riscossione delle imposte”, interviene in materia di concorso nel reato di cui all’art. 11 d.lgs. n. 74/2000, dettando tutta una serie di spunti interessanti: nato a seguito dei recenti interventi giurisprudenziali in tema (cfr. Cass. penale n.ri 21013/2012; 19595/2011 e 36290/2011), affronta il problema della configurabilità del coinvolgimento del professionista nel reato di cui alla norma citata, chiarendo che la condotta antigiuridica non può essere ascritta al solo fatto che il notaio abbia ricevuto un atto simulato o fraudolento, in quanto la fattispecie normativa prevede espressamente che egli “sappia e voglia” concorrere nel delitto (art. 43 c.p.).

Nello studio vi è anche menzione del problema ‘fondo patrimoniale’, più volte chiamato in causa dalla stessa Cassazione per il reato di cui all’art. 11 richiamato: sotto accusa, in particolare, sembrerebbero la mancata enunciazione delle ragioni della costituzione del fondo e l’effetto segregativo che ne deriva in forza dell’art. 170 c.c.

Art. 11¹ D.lgs. 74/2000 (dopo il 31 maggio 2010)

E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamene o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila, si applica la reclusione da un anno a sei anni”.

 


[1] In pubblicazione sul prossimo numero della Gazzetta Notarile.