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Sanatoria dei fabbricati rurali: entro settembre le richieste di classamento

 

Scadono il 30 settembre 2011 (anche se la vicenda è ancora da definire) i termini per la presentazione delle domande di accatastamento dei fabbricati rurali nelle categorie A/6 (per quelli con destinazione abitativa) e D/10 (per quelli con destinazione strumentale).

Il nuovo D.L. 70/2011 (decreto legge ‘Sviluppo’), convertito dalla L. 106/2011, all’art. 7, comma 2-bis, infatti, avrebbe previsto che tutti i proprietari di fabbricati rurali, dotati di rendita, non censiti nelle categorie A/6 e D/10, o, ancora, iscritti al catasto terreni, ma, nel frattempo, variati nell’intestazione (magari a seguito di compravendite, successioni, donazioni, etc.), ovvero modificati nello stato (tramite fusioni, frazionamenti, ampliamenti, cambi d’uso) possono presentare all’Agenzia del Territorio una denuncia di variazione, la quale può essere eseguita anche per delega da tecnici professionisti, iscritti all’albo degli ingegneri, architetti, geometri, dottori agronomi, periti edili ed agrari o agrotecnici.

Un discorso a parte per le abitazioni rurali censite nelle categorie A/2, A/3 ed A/7, dal momento che, nella categoria A/6, mancano le tariffe d’estimo proporzionali ai valori di mercato del biennio censuario 1988/1989.

Ora, una volta presentata la domanda, l’Agenzia del Territorio dovrà procedere (entro il 20 novembre 2011) alla verifica della sussistenza dei requisiti di ruralità; convalidare, quindi, la certificazione dei contribuenti e riconoscere il classamento nelle categorie richieste. Decorso inutilmente il suddetto termine, nell’inerzia degli uffici territoriali, il contribuente potrà considerare accettato il classamento, con conseguenze valide anche a fini tributari. Va, però, precisato che non si tratta di un termine perentorio, dal momento che l’Agenzia ha ancora un anno di tempo a disposizione (fino, cioè, al 20/11/2012) per negare la variazione con provvedimento motivato, nel qual caso, il proprietario e/o titolare sarà obbligato ad effettuare il pagamento delle imposte non versate, con i relativi interessi e sanzioni in misura doppia rispetto a quelle fissate dalla normativa attuale.

 

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Notizie flash

Nella Gazzetta ufficiale del 10 agosto 2015 è stato pubblicato il d.D.G.Finanze 4 agosto 2015, che contiene le regole tecniche per l’avvio del processo tributario telematico, e rappresenta la prima attuazione dell’art. 3, comma 3, del d.m. MEF 23 dicembre 2013 n. 163, “Regolamento recante la disciplina dell'uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111” (G.U. n. 37 del 14 febbraio 2014).
Il decreto prevede l’avvio operativo dal 1° dicembre 2015 presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali di Toscana ed Umbria.
Le parti devono notificare il ricorso all’ente impositore competente tramite posta elettronica certificata; successivamente, possono depositare telematicamente i loro atti processuali mediante l’utilizzo del Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T), che richiede pertanto il possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) e di una firma digitale valida.
La costituzione telematica consente alle parti processuali di effettuare vari adempimenti, come il deposito telematico dei ricorsi e degli altri atti processuali presso le Commissioni tributarie, accedere al fascicolo processuale informatico del processo, o consultare atti e provvedimenti emanati dal giudice.