Gazzetta Notarile

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Chi Siamo

L’Associazione Culturale “Raffaele Caravaglios” editrice della Gazzetta Notarile è una associazione senza scopo di lucro fondata nel 2003 dagli eredi del Notaio Raffaele Caravaglios che da anni seguiva con impegno e dedizione il periodico.

L’Associazione ha sede principale a Napoli in Via Manzoni 71, è costituita da cultori delle materie giuridiche provenienti da svariati settori ed ha due scopi fondamentali:

- la promozione e la diffusione della cultura giuridica, con particolare riguardo alle tematiche di rilievo notarile;

- la programmazione, la produzione e la gestione di attività culturali editoriali-informatiche, al fine di realizzare opere e strumenti di divulgazione, nonché la fornitura di servizi culturali in campo giuridico.

 

La redazione della Gazzetta Notarile è così composta:

 

Direttore Responsabile - Maria Luisa Mancini

Direttore editoriale - Catello Maresca

Responsabile di redazione - Adelaide Caravaglios

Curatore della sezione Responsabilità del Notaio - Aldo Niccoli

Curatore della sezione Rassegna di Dottrina - Maria Luisa Mancini

Curatore della sezione Angolo del Praticante - Massimo Cimmino

 

Comitato scientifico editoriale: Antonio Ardituro, Maria Luisa Mancini Caravaglios, Francesca Caravaglios, Furio Cioffi, Catello Maresca,  Aldo Niccoli, Maurizio Santise.

Comitato di redazione: Adelaide Caravaglios, Francesca Caravaglios, Maria Luisa Mancini Caravaglios, Sergio Carlino, Massimo Cimmino, Fabrizio Corrente,  Filomena Chirulli, Valeria Manzo, Lucia Maresca,  Aldo Niccoli.

 

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Notizie flash

Atti finalizzati alla riscossione di imposte: le novità del Notariato

 Lo studio n. 149-2012/C (relatore Marco Krogh)[1], rubricato “Atti simulati o fraudolenti finalizzati alla sottrazione di beni alla riscossione delle imposte”, interviene in materia di concorso nel reato di cui all’art. 11 d.lgs. n. 74/2000, dettando tutta una serie di spunti interessanti: nato a seguito dei recenti interventi giurisprudenziali in tema (cfr. Cass. penale n.ri 21013/2012; 19595/2011 e 36290/2011), affronta il problema della configurabilità del coinvolgimento del professionista nel reato di cui alla norma citata, chiarendo che la condotta antigiuridica non può essere ascritta al solo fatto che il notaio abbia ricevuto un atto simulato o fraudolento, in quanto la fattispecie normativa prevede espressamente che egli “sappia e voglia” concorrere nel delitto (art. 43 c.p.).

Nello studio vi è anche menzione del problema ‘fondo patrimoniale’, più volte chiamato in causa dalla stessa Cassazione per il reato di cui all’art. 11 richiamato: sotto accusa, in particolare, sembrerebbero la mancata enunciazione delle ragioni della costituzione del fondo e l’effetto segregativo che ne deriva in forza dell’art. 170 c.c.

Art. 11¹ D.lgs. 74/2000 (dopo il 31 maggio 2010)

E’ punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, al fine di sottrarsi al pagamento di imposte sui redditi o sul valore aggiunto ovvero di interessi o sanzioni amministrative relativi a dette imposte di ammontare complessivo superiore ad euro cinquantamila, aliena simulatamene o compie altri atti fraudolenti sui propri o su altrui beni idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva. Se l’ammontare delle imposte, sanzioni ed interessi è superiore ad euro duecentomila, si applica la reclusione da un anno a sei anni”.

 


[1] In pubblicazione sul prossimo numero della Gazzetta Notarile.